Capitolo 4

LO SFRUTTAMENTO INDUSTRIALE DELLA FORESTA

 Henry de Thierry (1) nacque a Villa Spada di Monte San Quirico (Lucca), dove fu battezzato il 13 gennaio 1839, da una famiglia inglese di origini francesi la cui storia, sia pure per sommi capi, merita assolutamente di essere ricordata.

Il nonno, Charles Antoine Thierry (il “de” fu aggiunto successivamente, all’epoca del soggiorno inglese, approssimativamente tra il 1794 e il 1804) era stato capitano della marina mercantile francese all’epoca della guerra d’indipendenza americana. Successivamente, acquistata una proprietà nei pressi di Princeton, nella Carolina del Nord, si era dedicato alla coltivazione del cotone e dell’indigofera, e poi, accumulata una discreta fortuna, aveva deciso di rientrare in Francia.

Nel 1788 aveva così sposato Marie Louise  Pierrette de Laville, una signora che viveva a Versailles grazie a un appannaggio conferitole da Maria Antonietta come ricompensa per i servizi svolti da suo padre, Antoine Adrien de Laville, ispettore delle manifatture dello Stato.

Grazie al matrimonio, Charles Antoine Thierry era diventato un dignitario di corte, ma poi, nel giro di pochi mesi, aveva perso diversi privilegi e aveva dovuto assumere servizio come capitano nella XV Compagnia della Guardia Nazionale. Intanto era scoppiata la rivoluzione, e così nel 1791 Charles Antoine Thierry e Marie Louise  Pierrette de Laville, come ex-esponenti della variopinta corte di Versailles, avevano dovuto allontanarsi da Parigi abbandonando tutte le loro proprietà, e iniziare una dura vita da esuli che li aveva visti riparare prima a Rouen, poi a Bruxelles, poi a Grave, indi a Cap de la Hague e infine (1794) a Londra.

Come molti altri rifugiati francesi, a Londra la famiglia di Charles Antoine Thierry, nel frattempo ampliatasi per la nascita di Caroline (1791) e Charles Philippe (1793), si era così ritrovata a vivere solo grazie ai sussidi del governo inglese.

Negli anni successivi la famiglia si era ulteriormente ingrandita grazie alla nascita di Louis (1795), François (1797), James (1804) e Frederick (1807), e Charles Antoine Thierry aveva cercato in vari modi di risollevare le proprie condizioni economiche: dopo la pace di Amiens (1802) era rientrato in Francia per entrare in possesso di un’eredità occorsa alla moglie durante gli anni della rivoluzione, ma che consistendo in affitti si era poi interrotta quando erano riprese le ostilità tra Francia e Inghilterra; successivamente aveva provato ad avviare un pensionato per signorine, ma aveva fatto fallimento ed era stato arrestato per debiti. In questo stesso periodo aveva anche chiesto aiuto al Conte d’Artois, fratello minore di Luigi XVI e futuro re Carlo X, che aveva riparato a Edimburgo, ma senza troppa fortuna: negli anni seguenti aveva infatti continuato a vivere miseramente spostandosi tra varie località del Sud dell’Inghilterra e sostenendosi sempre grazie ai modesti sussidi del governo inglese.

Nel 1814 la moglie era rientrata in Francia, e all’altezza del 1820 un rapporto della polizia inglese lo descriveva come una persona in serie difficoltà economiche e in grave stato di bisogno.

Nonostante queste difficili condizioni, in quegli stessi anni Charles Antoine Thierry aveva coltivato importanti amicizie tra i rifugiati francesi, aveva acquisito il titolo di barone (probabilmente tra il 1800 e il 1804), e grazie alle sue conoscenze altolocate era riuscito a ottenere buone sistemazioni e buoni matrimoni per i suoi figli.

Nel caso specifico Louis, futuro padre di Henry de Thierry, era stato arruolato nella marina militare inglese, di cui nel 1826 era diventato capitano. Congedatosi, aveva poi sposato Ellen Frances Allen, inglese, dama di compagnia della regina d’Inghilterra, con cui successivamente si era trasferito in Italia, dapprima a Lucca, dove per l’appunto nacque il piccolo Henry, e poi a Genova, dove avviò un commercio all’ingrosso di carbone importato da Cardiff. [...]

1)    Come risulta dalle firme autografe e dalla carta intestata, oltre che da tutti i vari documenti relativi alla famiglia, l’esatta grafia è “de Thierry” e non “De Thierry”, “Du Thierry”, “De Thierrj”, “De Thiery”, “De-Thierry” ecc. come appare in varie pubblicazioni.

 

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